Mille idee e tanta passione!

Taralli dolci all’anice della tradizione contadina

Taralli dolci all’anice della tradizione contadina

Questi taralli li faccio sempre quando ho voglia di chiudere gli occhi e sentire la mia amata nonna vicino.
Il profumo mi riporta a lei e alla sua maestria nel fare questa bontà.
Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.

(Isabel Allende)

INGREDIENTI

700 g di farina zero del Mulino Mazzotta Filadelfia (VV)                                                  300 g di lievito madre rinfrescato al raddoppio
150 g di zucchero semolato
70 g di strutto sciolto a bagnomaria
80 g di olio extravergine di oliva
2 g di anice in semi
200/300 g di acqua
Un pizzico di sale
Mettete in planetaria con gancio a uncino la farina, il lievito fatto a pezzetti, lo zucchero, i semi di anice, l’olio e lo strutto, cominciare a impastare a bassa velocità. Mettere in un boccale 300g di acqua a temperatura ambiente e versarla a filo sull’impasto, dopo avere aggiunto i 2/3 dell’acqua e dopo che il lievito madre si è perfettamente incorporato all’impasto, aggiungere un pizzico di sale.
Continuare a impastare e aggiungere, se l’impasto è molto duro un altro pochino di acqua, sempre a filo, mentre la planetaria è in azione.
È importante sapere che l’impasto deve risultare non morbido, per questo motivo il quantitativo minimo di acqua deve essere 200g ed è variabile, perché dipenderà dalla capacità che avrà la farina che utilizzerete di assorbire l’acqua, infatti ci possono volere solo 200g come qualcosa in più.
Quando l’impasto risulterà bello sodo non ci sarà più necessità di aggiungere altra acqua.
Trasferite l’impasto su un tavolo da lavoro e fate pezzature di 70 g, a questo punto, senza utilizzare farina, formate dei serpentoni che chiuderete con il pollice.
Tenete da parte un pezzo di pasta a serpentone che non chiuderete, vi servirà in seguito per verificare lo stato della lievitazione.
Disponete i biscotti su un tagliere e coprite, per la lievitazione ci vorranno dalle tre alle quattro ore, dipende dalla temperatura dell’ambiente.
Passate tre ore, portate a bollore una pentola d’acqua, nella quale ci avrete messo dentro 5/6g di semola, questo piccolo trucco serve per far assumere lucentezza ai biscotti in fase di cottura, a questo punto prendete un piccolo pezzo di pasta, dal biscotto che non avete chiuso, immergetelo nell’acqua bollente, di tanto in tanto girate l’acqua con un cucchiaio, se nell’arco di 20 secondi il pezzettino di impasto dal fondo arriva a galla, significa che i biscotti sono pronti da infornare, se restano sul fondo ancora ci vuole del tempo, se ahimè dovessero, dopo pochi secondi, arrivare a galla sono “passati” di lievitazione. Naturalmente se fuori abbiamo alte temperature cominciate a fare queste prove anche solo dopo un paio di ore di lievitazione.
Dopo aver verificato che i biscotti siano arrivati al giusto grado di lievitazione, potete procedere a immergere ogni singolo biscotto nell’acqua bollente, lasciarlo per 6/7 secondi e con l’aiuto di una schiumarola, scolarlo e trasferirlo su una tovaglia spolverata con semola. Dopo aver finito di scottare i biscotti, cominciando dal primo che avete immerso nell’acqua bollente, passate il fondo in una parte del tagliere con dell’abbondante semola, questa operazione farà si che il fondo dei biscotti non si attacchi alla teglia.
Infornare a forno già caldo a 200 gradi, statico, per 20/25 minuti.

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